IL METODO RITMìA®

Diverse pratiche di propedeutica musicale per l'infanzia propongono un approccio ludico al fare e ascoltare musica. Le varie metodologie attualmente in uso trattano in genere i seguenti contenuti:

• Suono e silenzio.
• Discriminazione delle caratteristiche del suono: altezza, intensità, durata, timbro.
• Percezione ed elaborazione di strutture sonore elementari: successioni ritmiche, intervalli, melodie, successioni armoniche.
• Educazione vocale e corale.
• Approccio agli strumenti musicali.
• Rudimenti di notazione musicale.
• Ascolto di brani.
• Nozioni di storia della musica.

Per assecondare la natura dinamica dei bambini, alcune di queste metodologie si avvalgono anche della pratica motoria.

TUTTAVIA, molte attività che associano la stimolazione sonora al movimento del corpo propongono esercizi di animazione dove gli obiettivi di effettivo apprendimento della musica rischiano di passare in secondo piano.

In altre pratiche, dove pure il movimento viene associato al suono per facilitare la comprensione dei parametri musicali o per migliorare lo sviluppo psicofisico del bambino, le tecniche motorie proposte sembrano considerare solo superficialmente il valore simbolico e relazionale di ogni gesto. Allo stesso modo, la musica non viene sempre utilizzata come valido supporto al movimento per un concreto sviluppo delle capacità di comunicazione.

E' sull'analisi di queste basi che si è inserito il percorso innovativo di RITMìA®.

Schemi motori di base:
strisciare, rotolare, afferrare, lanciare, camminare, saltare, correre, arrampicarsi - dall’ascolto del corpo al fare musica.

A seconda delle parti del corpo che il bambino muove e delle posture che assume nel gioco, derivano particolari sensazioni che egli interpreterà con gesti dal preciso significato simbolico.
Per esempio, correre in punta di piedi con le braccia aperte gli permette di imitare il volo, mentre camminare pesantemente a quattro zampe suggerisce situazioni completamente diverse.
Anche tramite l’interscambio con gli oggetti che lo circondano, il bambino sperimenta se stesso e si propone al mondo esterno mostrando di volta in volta calma, aggressività, fragilità, forza, ecc.
Per comunicare le sue sensazioni tende a identificarsi con le immagini più diverse, per esempio un leone quando vuole esprimere aggressività e irruenza, oppure una farfalla per indicare fragilità e leggerezza.

Le sonorità che il bambino produce spontaneamente eseguendo i vari movimenti accentuano la sua immedesimazione nel simbolo.
Durante il gioco, i suoni del respiro e della voce, i rumori creati dai movimenti e dalla manipolazione degli oggetti diventano prolungamenti del corpo nello spazio. Attraverso il loro insieme (suoni deboli e forti, successioni lente e veloci, tessiture acute e gravi, differenti timbriche) il bambino raggiunge gli altri, inducendo stati emotivi che comportano reazioni corporali toniche o motorie.

Con una guida adeguata i piccoli possono imparare facilmente che ciascun suono è la diretta conseguenza di un preciso movimento o della sollecitazione di un oggetto specifico, e che ogni sonorità è strettamente legata all’immagine e all'emotività espressa tramite i vari gesti.
Sperimentando movimenti e suoni, ogni bambino può assumere le sonorità che più gli appartengono, invitare gli altri a viverle nel gioco, accompagnarli e a sua volta mettere in pratica le proposte dei compagni.
In questo modo il suono diventa un linguaggio comune che ha il potere di suscitare sensazioni e reazioni.
Con queste premesse, fare e ascoltare musica anche a livelli elementari acquista valore di comunicazione artistica, un veicolo per convogliare le emozioni che ogni individuo esprime attraverso la propria creatività.