Il Metodo RITMìA® e la strada dell’inclusione
Suono, movimento ed espressività come strumenti educativi e sociali
a cura di Laura Rizzetto
Sono Laura Rizzetto: maestra di scuola dell’infanzia, cantante e attrice, fondatrice e maestro del Coro Voci Nuove (Premio Callas 2024). Ho incontrato il Metodo RITMìA® nel 2017, frequentando il corso “RITMìA® la Scuola”, e nel 2018 sono entrata a far parte del gruppo Esperti.
Perché proprio RITMìA®? La scelta nasce dalla mia esperienza in un istituto omnicomprensivo, con bambini molto diversi tra loro per età, disabilità, provenienza socio-economica, culturale e linguistica. Sentivo il bisogno di un’inclusione vera, che rendesse il mio lavoro funzionale a tutto il gruppo classe. RITMìA® mi ha offerto proprio questo: un modo alternativo di fare scuola, ludico e, a tutti gli effetti, inclusivo.
Il Metodo RITMìA® è un approccio educativo che integra musica, movimento ed espressività artistica ed emotiva. Favorisce l’inclusione e l’integrazione, la consapevolezza di sé, il rilassamento e la concentrazione, aspetti utili all’apprendimento. Trova spazio nei contesti educativi, scolastici e sociali e mette al centro una parola: gruppo.
Includere significa garantire a tutti la piena partecipazione alla vita scolastica, valorizzando le differenze di abilità, disabilità, cultura ed economia, e adattando l’ambiente a ciascuno anziché chiedere alla persona di adattarsi a uno standard. L’obiettivo è far sentire ognuno parte del gruppo con le sue unicità, che sono le sue potenzialità.
I sei modi in cui RITMìA® favorisce l’inclusione
Ho individuato sei punti chiave attraverso cui agisce concretamente.
- Accessibilità universale. Suono, movimento ed espressività sono linguaggi universali: non richiedono competenze linguistiche, cognitive o motorie specifiche e possono essere condivisi tra persone con abilità diverse. Il bambino che non usa la voce si esprime con il movimento e il respiro, e viceversa.
- Valorizzazione delle differenze. Ognuno ha il proprio ritmo: può esprimersi con il corpo e trovare il proprio spazio senza corrispondere a modelli prestabiliti. Così si riduce il giudizio — spesso l’autogiudizio —, si promuove l’autenticità e si rafforza l’autostima.
- Coinvolgimento attivo e cooperativo. Si gioca insieme: le attività di movimento sono collettive e alimentano la cooperazione, l’ascolto reciproco e il senso di appartenenza al gruppo.
- Comunicazione non verbale. Si comunica con il corpo. Il metodo è particolarmente efficace con chi presenta difficoltà comunicative, disturbi del linguaggio o della relazione, perché offre un canale espressivo alternativo e potente.
- I respiricanto — strutture ritmico-melodiche del metodo — uniti a specifiche andature e posizioni, generano emozioni positive: rafforzano la motivazione a partecipare e migliorano la relazione tra i partecipanti e tra educatori e bambini.
- Lavorare con RITMìA® sviluppa attenzione, memoria, coordinazione, autocontrollo, ascolto e rispetto dei turni: competenze trasversali, fondamentali a scuola come nella vita.
Dalla scuola alla vita quotidiana
Ho sperimentato questo dal mattino all’uscita, e i risultati più belli sono arrivati dai bambini con maggiori difficoltà. C’è chi, a inizio anno, non sosteneva lo sguardo né mostrava emozioni e ai primi giochi sonori è esploso in una risata piena; chi faticava a rispettare i turni e la vicinanza dei compagni e ha imparato ad attendere il proprio momento, diventando complice del gruppo; chi ha ritrovato la parola nel canto. In ognuno di questi percorsi la diversità ha smesso di essere un ostacolo: ciascuno contribuiva a modo proprio. Sono cresciuti l’ascolto reciproco, l’emotività positiva e la complicità di gruppo e, con essi, l’apprendimento; il silenzio è diventato suono.
E non uso RITMìA® solo a scuola, dove lo adotto come metodo di inclusione e integrazione: lo porto anche nelle mie attività extrascolastiche. C'è sempre un momento dedicato a fare RITMìA® quando dirigo il Coro di voci bianche e giovanili prima di ogni concerto ed evento importante, quando canto io stessa, quando gestisco un gruppo di adulti, ho sperimentato come l’armonia che crea renda più efficace ogni attività. È un metodo che mette equilibrio in ogni realtà in cui viene applicato.
Mi piace pensare, come scriveva Daniel Pennac: “Una buona classe non sia un reggimento che marcia al passo ma un’orchestra che prova la stessa sinfonia: anche il piccolo triangolo conta, se suona al momento giusto. È il piacere dell’armonia a far progredire tutti”.
E tu, hai mai usato musica, movimento, espressività come strumenti di inclusione?
Laura Rizzetto — Esperta e Formatrice RITMìA®
Sono Laura Rizzetto: maestra di scuola dell’infanzia, cantante e attrice, fondatrice e maestro del Coro Voci Nuove (Premio Callas 2024). Ho incontrato il Metodo RITMìA® nel 2017, frequentando il corso “RITMìA® la Scuola”, e nel 2018 sono entrata a far parte del gruppo Esperti.